Non v'è dubbio che la vena figurativa del pittore Alessandro Volpi si ricollega alla nostra migliore tradizione ma con connotazioni e temperie cromatiche molto personali. Si può notare nella sua pittura il grande amore che egli nutre per tutte le creature dell'universo. E' la sua grande sensibilità che lo coinvolge ogni qualvolta si avvicina ad un fiore e ammira il paesaggio della sua terra natia.
Il nostro ha dalla sua notevoli doti innate e lo si vede dall'impianto
scenico e dalla luminosità di cui egli ammanta ogni particolare della tela. La pittura per lui non è un "hobby", ma è un'esigenza interiore, spirituale per comunicare al mondo intero la sua spiritualità , i suoi sentimenti, le sue emozioni.
Ed è proprio grazie alla sua capacità espressiva che il pittore riesce a coinvolgere il fruitore che si avverte in tal modo partecipe della freschezza e della vitalità che emanano le sue opere. Alessandro Volpi nelle atmosfere dipinte, talvolta presenta degli accenti cromatici molto cari agli impressionisti. La pennellata diventa minuziosa, la luce sembra rarefarsi e muta al variar delle ore del giorno e della sera.
Una quiete rasserenante sembra avvolgere il tutto. E' la stessa serenità d'animo della pittura che non si lascia turbare dal frastuono, dal caos della nostra vita quotidiana nella grande metropoli.
La gioia di dipingere, di godere dello spettacolo meraviglioso della natura traspare dalle esplosione delle cromie dei bianchi, dei gialli, dei rossi, dei verdi, degli azzurri e dei bruni. L'azzurrità dei cieli dipinti come pure le acque e il mare, sembrano appartenere ad altri pianeti; forse rispecchiano la grande nostalgia del pittore di "riavere" terso, come un tempo, il nostro "bel paese".
Non gli si può disconoscere una sincera partecipazione emotiva, presente nella sua pittura. Ha una eccezionale preparazione di base ed una invidiabile conoscenza della scala cromatica, e della preparazione dei supporti, solo così si può spiegare l'eccellente amalgama dei colori.
Anche le "nature silenti" - come preferiva chiamarle Giorgio De Chirico - hanno una loro anima, un'intima essenza poetica, come del resto di poesia lirica sono intrisi i suoi paesaggi. Se analizziamo l'opera intitolata "il Tavolo", oltre a quanto sopraddetto, bisogna aggiungere che la scansione dei piani prospettici è perfetta e le profondità ottenute ci permettono di andare oltre i dati descrittivi contenuti nell'opera.
Il segno è leggero ed ogni parte della tela è curata senza nulla lasciare al caso. Ciò dimostra la volontà di Alessandro Volpi di di presentare a noi tutti e ai posteri , opere in cui ci possiamo ammirare la sua grande personalità e le sue rimarchevoli doti pittoriche. La sua è una pittura che lascia il fruitore affascinato, incantato, perchè non sempre ci è dato di vedere opere di si fatta bellezza.
Enrico Elkhann |
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